mercoledì 10 giugno 2026

L' onestà e la dignità non esistono

Ormai viene accettato tutto, anche l’inaccettabile. Mi sto riferendo all’arbitro somalo Omar Artan, giudicato il miglior arbitro africano. Ai Mondiali di Calcio che stanno iniziando in Usa, Canada e Messico, a questo arbitro è stato negato il visto d’ingresso all’aeroporto di Miami perché il buffone criminale di Washington ha deciso che la Somalia e quindi i somali, non possono entrare negli Usa. Io mi chiedo cosa deve fare ancora Trump di così stupido e infantile per vedere delle reazioni da parte di Stati o organizzazioni che hanno ancora un pizzico di etica e di dignità. Ad esempio, in questo caso gli altri arbitri avrebbero dovuto fermarsi e chiedere che l’arbitro Artan sia riammesso facendolo entrare negli States, minacciando nel caso contrario, non sarebbero scesi in campo. Oppure la Fifa di Infantino che dovrebbe obbligare Trump ad accogliere Artan, magari minacciando il blocco delle partite. Ma questo sicuramente non accadrà visto che Infantino, ci sono i filmati, è uno che davanti al criminale americano si pone come Fantozzi davanti al megadirettore. L’importante per questi personaggi è il business miliardario che questo campionato di calcio produce e quindi deve procedere senza intoppi, e che la etica sportiva e non solo, vada a farsi benedire.

Per questi signori, si fa per dire, la dignità non esiste.

L'Occidente non è innocente

Le opinioni sono sempre lecite, ma se poi i fatti li smentiscono, allora sono sbagliate.

Ecco come è nata la guerra tra Russia e Ucraina secondo i fatti storici. Per cui continuare con il famoso: c’è un aggressore e c’è un aggredito non è poi così valido.

Tutto nasce dall’allargamento della Nato nei Paesi dell’ex impero sovietico  dopo la caduta del muro di Berlino. Tenendo poi presente che  il competitor della Nato, il Patto di Varsavia, è stato smantellato con la fine dell’ Unione Sovietica.

Il 9 febbraio 1990 il segretario di Stato del presidente americano George Bush padre, James Baker, ospite a Mosca, promise a Gorbaciov che “la Nato non si sarebbe allargata  di un centimetro ad est, in cambio del Cremlino a discutere della riunificazione pacifica delle due Germanie”. Gorbaciov in quella circostanza disse: “E’ inutile dire che un ampliamento della zona della Nato è inaccettabile”. Il giorno dopo il cancelliere tedesco della Germania Ovest, Helmut Kohl disse: “Noi riteniamo che la Nato non debba espandersi oltre la sua sfera di attività”. A maggio sempre del 1990 Gorbacov mise in difficoltà Baker proponendogli “l’ingresso nella Nato dell’Unione Sovietica”. Baker risponde che questa è una “fantasticheria”.

In una intervista Gorbaciov descrisse la Nato come una fonte di sciagure per l’umanità che incoraggia la logica della guerra e della corsa agli armamenti. E poi aggiunse che la Nato rimaneva: “un simbolo del passato, un passato pericoloso e di scontro. Noi non accetteremo mai di dare alla Nato un ruolo guida nella costruzione di una nuova Europa. Io voglio che noi sovietici veniamo compresi chiaramente su questo”. Il 25 maggio sempre del 1990 in una conversazione privata con il presidente francese Mitterand prima che questi facesse visita agli Usa, Gorbaciov dichiarò: La Nato “non deve entrare nella parte orientale della futura Germania unita”.

Dopo Gorbaciov, al Cremlino si insediò Boris Eltsin che aveva la stessa visione sull’allargamento della Nato del suo predecessore. Infatti nelle lettera ai leader occidentali e negli incontri di persona Eltsin dichiarava che “l’espansione della Nato a Est, come un pericolo per la pace in Europa e per la sicurezza della Russia”.

Il 15 settembre 1993, Eltsin scrisse una lettera al presidente Usa Clinton, al presidente francese Mitterand, al cancelliere tedesco Khol e al primo ministro inglese Major, per opporsi all’inclusione della Polonia e della Repubblica Ceca alla Nato.

Questa lettera divenne pubblica il 2 ottobre 1993 grazie al New York Times con un articolo firmato da Roger Cohen intitolato: “Eltsin si oppone all’espansione della Nato nell’Europa orientale”.

Questa è una piccola parte della documentazione in un libro del prof. Orsini che uscirà il 9 settembre prossimo, ma che da già l’idea che l’Occidente sulla guerra in Ucraina non è poi così innocente come si vuol fare credere.  

domenica 7 giugno 2026

Educazione sessuale e affettiva nelle scuole

Nei giorni scorsi è stata votata ed ora è legge dello Stato, l’insegnamento nelle scuole dell’educazione sessuale e affettiva. E per l'ennesima volta questo governo si è dimostrato incapace di correre con i nostri tempi. Ha scelto che questa nuova materia si cominciasse ad insegnare dalle medie inferiori, lasciando le elementari fuori. E poi quella che ritengo una scelta oscurantista è quella che devono essere i genitori a dare il consenso scritto affinché i loro figli possano partecipare a queste lezioni. Una direzione che Celeste Costantino, vicepresidente della Fondazione Una, Nessuna, Centomila, ha cosi definito: “Va nella direzione opposta rispetto ai Paesi Ue e alla Convenzione di Istambul contro la violenza sulle donne”. E soprattutto: “Priva i ragazzi e le ragazze di un diritto”. Un diritto per capire certe dinamiche sessuali e affettive, che in molte famiglie sono tabù. Sempre la Costantino spiega che “d’ora in poi se c’è qualche genitore che non dà la disponibilità va immaginata un’alternativa. E chi conosce la scuola pubblica sa benissimo che non si può garantire e si imporrà un’unanimità”. A non avere l’educazione sessuale e affettiva nel proprio ordinamento scolastico l’Italia in Europa, è rimasta assieme all’Ungheria e Romania.

L’ultimo rapporto Istat, ci dice che le violenze nei confronti delle donne continuano soprattutto in ambito familiare. Così a quella figlia vittima di violenza non stiamo dando un’alternativa. Stiamo delegando al nucleo familiare una decisione che attiene invece una responsabilità collettiva.

Così come lo Stato rende obbligatorio la frequenza scolastica, oppure le vaccinazioni per i bambini, anche questa materia delicata dovrebbe essere lo Stato che si prende l’impegno di far crescere dei cittadini consapevoli riguardo la sessualità e l'affettività. Se insegnassimo ad un ragazzo o a una ragazza che quando ad un approccio sessuale il o la partner dice No, se avessero imparato che questo No deve essere rispettato, molti femminicidi non avverrebbero.

sabato 6 giugno 2026

Menia e l'omosessualità

Nell’aeroporto di Fiumicino c’è stata una specie di colluttazione verbale tra il senatore triestino Menia e due ragazzi omosessuali che si baciavano nella saletta d’attesa dell’Ita Airways. Menia afferma di aver solo detto: “Ora basta, serve rispetto, dell’educazione”.

Mentre il sen. 5Stelle Luca Pirondini, presente alla scena, ha detto che Menia ha usato altro e con un tono irritato contro i due: “Non fate effusioni in pubblico, quelle fatele a casa vostra”. Poi è intervenuto nella querelle dicendogli di “non permettersi, che non doveva azzardarsi a dire cose del genere a una coppia di ragazzi che non facevano niente di male”, per poi continuare: l’omofobia nel nostro Paese non è permessa”.

Non credo di essere mai venuto a conoscenza di altre baracconate di questo tipo da parte meniana. Chissà, forse non si è mai imbattuto in baci ed effusioni negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie eccetera, tra un ragazzo e una ragazza. Se le avesse viste, suppongo per la sua educazione, il prode Menia sarebbe intervenuto energicamente. Ma io penso che le cose stiano diversamente. Menia è il classico personaggio che è ancora convinto che l’omosessualità è una devianza, una malattia come veniva catalogata nel medioevo.

Per cui le effusioni di due ragazzi lo avevano urtato. Menia ha un passato tutto a destra: dal Fronte della gioventù, all’Msi, da An a FdI, per cui è figlio di quella mentalità.

Un’ultima considerazione, Il 27 giugno prossimo, si sposa il sindaco di Pordenone Alessandro Basso di Fratelli d’Italia lo stesso partito di Menia, con Loris Bazzo sindaco di Carlino della Lega.

Domanda: Basso e Bazzo inviteranno Menia al loro matrimonio?

Faranno come il parlamentare pordenonese Loperfido che si è recentemente sposato (con una donna…) ed ha invitato molti esponenti di spicco della destra regionale e italiana. Sono curioso di vedere se sarà invitato al matrimonio anche Menia, visto che la sua piazzata, come afferma, non è contro l’omosessualità, ma contro tutte le effusioni amorose pubbliche di coppie etero e non.

Ovviamente sempre per educazione.

La guerra è nella nostra testa

Il ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys, in una intervista ad un giornale svizzero ha dichiarato che desidererebbe radere al suolo la base russa dell’enclave di Kaliningrad. Che l’Ucraina deve essere ammessa nell’Unione europea e poi nella Nato. Ha applaudito l’enorme riarmo (800 miliardi) della Germania che deve prendere la leadership dell’Ue, e se ce ne sarà bisogno, come un attacco della Russia all’Ucraina, poter usare l’articolo 5 che prevede di intervenire se un membro Nato è attaccato. Insomma, questo deficiente vorrebbe portarci alla guerra nucleare.

L’Alta rappresentante della politica estera dell’Ue Kaja Kallas e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen sarebbero favorevoli. L’odio verso Mosca nell’Ue è sempre più invasivo e molto pericoloso. Dopo 4 anni di guerra Russia - Ucraina che sono costati centinaia di migliaia di morti da ambo le parti, con le sanzioni imposte ai russi che hanno un costo economico enorme per noi europei, siamo ancora lì con lo slogan: “La pace giusta”, che non si sa cosa consiste in concreto.

Forse, questi fuori di testa, credono che questo sacrificio serva per tutelare i “valori” europei. Ma quali valori!!

In Italia e in Europa trionfano le mostre delle armi come i famigerati droni che ormai li guardiamo come ammiriamo delle macchine di lusso, mentre sono macchine della morte. E poi carri armati, missili a corta e lunga gittata. Insomma stiamo entrando in un mondo in cui la guerra è una possibilità non più remota. Due droni russi deviati in Romania dagli ucraini e subito la nostra classe politica europea prepara nuove sanzioni alla Russia. E’ un mondo capovolto.

La festa della Repubblica del 2 giugno scorso ne è un esempio. Un’esibizione di forza militare che è in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione che recita: L’Italia ripudia la guerra(...).

Assistiamo a dei genocidi, a dei massacri di donne, uomini e bambini senza battere ciglio. Ormai la guerra è nella nostra testa tanto siamo rintronati dalla propaganda guerresca. Eppure la guerra non è un destino.

E’ davvero un brutto mondo quello che ci sta davanti.

venerdì 5 giugno 2026

Vannacci e la destra

Nei talk show, sulla carta stampata, vengono spesso evidenziate le spaccature del c.d. Campo largo. Sembra quasi una gara a sparare contro questo tentativo di trovare un equilibrio tra le varie anime che dovrebbero comporre le forze progressiste. Mentre a destra, a parte qualche buriana di Salvini, tutto sembra girare per il verso giusto e in Parlamento si allineano nelle scelte del governo e votano compatti.

Ma dopo l’ingresso nell’agone politico di Vannacci, siamo in un saloon western, dove nella destra ci si picchia come fabbri senza nessuna remora, facendo a gara a chi è più vicino alle posizioni che un tempo si dicevano fasciste.  

Vannacci sta portando via elettori e politici a Lega , FI, FdI a più non posso, per cui oggi per fermare questo generale, vale tutto. Anche le sparate più grossolane. La destra al potere sembra un campo di battaglia. Ognuno va per conto proprio.

Meloni ha costruito il suo successo elettorale sparando cose come il blocco navale che doveva fermare l’immigrazione irregolare. Togliere le accise sui carburanti. Diceva di essere una patriota. Vi ricordate il comiziaccio da Vox dove urlò: Dio, Patria e Famiglia.

Ora, per la paura della Xmas di Vannacci, e non farsi superare a destra, Meloni sta facendo dei passi a ritroso, tant’è che da qualche settimana ha rispolverato e riportato in auge, Giorgio Almirante, il suo padre politico. Almirante, lo sappiamo, è stato componente del governo nella Repubblica di Salò. E’ stato segretario della rivista razzista: La difesa della Razza. Insomma un CV da fascista tutto tondo. Per cui dopo Vannacci, che non disdegna essere associato al ventennio, Meloni ha tolto Almirante dalla bacheca in cui stava e rimesso in campo, per dire a una parte dell’elettorato di FdI, che noi siamo sempre i figli politici di Giorgio Almirante. Siamo quella destra!

Nel frattempo Vannacci sta recuperando dei parlamentari dai partiti di maggioranza perché convinti che se rimanessero nel loro partito, non avrebbero futuro. Anche loro tengono famiglia.

Poi verranno le elezioni e Vannacci che è stato schifato da Meloni, Salvini e Tajani, che in coro hanno detto che con questo individuo non hanno nulla da spartire, in qualche modo lo aggregheranno.

Per cui avremo una Meloni che in Europa ha fatto la democristiana. Tajani che riceve ordini da un personaggio esterno alla politica. Salvini che grida come un ossesso frasi senza senso, perché sente che il suo partito se ne sta andando in malora. Ebbene, ne sono certo, questi andranno con il cappello in mano a chiedere la “comprensione” di Vannacci, e allearsi con loro per cercare di vincere le prossime elezioni politiche, e quindi con un soggetto molto vicino all’Internazionale di destra che vede Hitler, come un personaggio positivo nella Storia. Che ha fatto cose buone.

Ci aspetta un futuro da brividi!

Occhi aperti.

giovedì 4 giugno 2026

E' un' Armata Brancaleone

Dopo che l’Unione europea ha permesso di allargare le maglie sull’energia per circa 14 miliardi in 3 anni, la solita ballista Meloni non ha deluso, ha esultato dichiarando che è “un risultato estremamente importante che sembrava a molti impossibile”. “L’Italia ancora una volta indica la strada”. Ma quale strada cara Meloni? Togliere le accise sui carburanti, oppure abbassare le bollette alle famiglie? Nulla di tutto questo.

Questo sforamento deve essere impegnato per degli investimenti green. Non si possono tagliare né le bollette, né le accise sui carburanti.  

Ecco come ha reagito il ministro dell’Ambiente, Gilberto Picchetto Fratin, entrando alla Camera: “Vediamo come sarà questo provvedimento, riguarda gli investimenti e non le accise e la benzina. Sono fondi per best practice che si vedranno nei prossimi anni, non prima del 2028”. E sulla richiesta di un nuovo taglio delle accise risponde: “Citofonare a Giorgetti”. Mentre sulla proposta di Salvini che propone di tornare a importare gas dalla Russia, Picchetto Fratin risponde: “Ma questa è una stronzata perché oggi importare gas russo ci costerebbe molto lo stesso, molto più che dall’Algeria. Comprare gas da Mosca quindi non è la soluzione, anzi. Come direbbe Fantozzi, è una cagata pazzesca”.

Questo governo è una Armata Brancaleone.

Per ritornare alle raccomandazioni di Bruxelles, l’Italia ha troppi squilibri. Segnala un peggioramento dell’assistenza sanitaria, con liste d’attesa troppo lunghe e carenza di personale; abbiamo il record di famiglie povere, sono l’8,4%, specialmente tra i bambini e le isole; serve la modernizzazione della Giustizia e della Pubblica Amministrazione e l’innovazione digitale per superare le disparità tra Nord e Sud. Sul lavoro ci dice che l’occupazione sale, ma in settori a bassa produttività e gli stipendi crescono lenti. I salari reali nel 2025 sono cresciuti solo dell’1%, ma l’inflazione è al 3%. Quindi non solo  non recuperiamo il potere d’acquisto del passato, circa l’8%, ma sta peggiorando. I precari a part time involontari sono troppi rispetto alla media europea.

Questo quadro sconfortante ci segnala con i numeri che il bengodi che la propaganda meloniana si spara addosso, non si può più nascondere.

Per cui dietro questa falsa propaganda, c’è il vuoto pneumatico.